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Visualizzazione dei post da 2007

LA LEGGENDA DEL VISCHIO

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Il vecchio mercante si girava e rigirava, senza poter prendere sonno. Gli affari, quel giorno, erano andati benissimo: comprando a dieci, vendendo a venti, moneta su moneta, aveva fatto un bel mucchietto di denari. Si levò. Li volle contare. Erano monete passate chissà in quante mani, guadagnate chissà con quanta fatica. Ma quelle mani e quella fatica a lui non dicevano niente. Il mercante non poteva dormire. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso lo stesso luogo. Preva che tutti si fossero passati la parola per partecipare a una festa. Qualche mano si tese verso di lui. Qualche voce si levò: - Fratello, - gli gridarono - non vieni? Fratello, a lui fratello? Ma che erano questi matti? Lui non aveva fratelli. Era un mercante; e per lui non c'erano che clienti: chi comprava e chi vendeva. Ma dove andavano? Si mosse un po' curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli. Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma lui cuore gl...

Manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche

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La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un'istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza al pensiero, alla cultura e all'informazione. La biblioteca pubblica, via di accesso locale alla conoscenza, costituisce una condizione essenziale per l'apprendimento permanente, l'indipendenza nelle decisioni, lo sviluppo culturale dell'individuo e dei gruppi sociali. Questo Manifesto dichiara la fede dell'UNESCO nella biblioteca pubblica come forza vitale per l'istruzione, la cultura e l'informazione e come agente indispensabile per promuovere la pace e il benessere spirituale delle menti di uomini e donne. Per...

Il bibliotecario, 5. parte

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Questo metodizzare tutti i possibili aspetti e sviluppi delle teorie con conseguenti montature pseudoscientifiche, creazioni di istituti, enti, centri ecc. non è, grazie a Dio, dell'indole nostra: e se ci cadiamo qualche volta anche noi, non è già per sentita necessità di cose ma per maneggi di persone interessate alla montatura, che riescono a épater le autorità incompetenti: a «incantare il burino», come si dice più pittorescamente a Roma. Ciò riusciva specialmente bene sotto il passato regime. Non è necessario del resto nè possibile che il bibliotecario sia, neppure nelle sue discipline professionali, omniscente in partenza: basta che abbia lo spirito pronto e l'intelletto aperto a far scienza sua di tutto ciò che la Biblioteca gli insegnerà. E sopra tutto sarebbe bene che in quelle nostre Università nelle quali si vuole insegnare ai futuri bibliotecari il loro mestiere, la delicatezza e la serietà se ne cominciasse a prospettare con insegnamenti impartiti da compe...

Il bibliotecario, 4. parte

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La grande cultura acquistata durante i primi anni dell'esilio nel chiedere agli studi i mezzi di vita; l'esperienza maturatasi alle prove delle difficoltà superate nell'ufficio di biblioteca, nell'ambiente ostile a cui s'era affacciato straniero ed inerme; la stima crescente che a poco a poco, a reazione di quell'ostilità, comincia a circondarlo per le prove continue che egli sa dare di perizia, di dinamismo inventivo, di lungimirante visione dell'avvenire del duplice istituto a lui affidato, che era Biblioteca e Museo insieme, fanno concepire al Panizzi un grandioso radicale programma di rinnovamento: dalla costruzione dell'edificio, da lui stesso disegnata, al trasferimento nella nuova sede di 165.000 volumi «senza interrompere un solo giorno il servizio del pubblico»; da una attrezzatura del tutto nuova e originale dei locali per la sistemazione dei libri, alla compilazione di nuove norme catalografiche che se rappresentarono, un secolo fa, la prim...

Il Bibliotecario, 3. parte

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Le mansioni sono di natura diversissima: dalla scelta dei libri da acquistare, allo studio d'un loro ordinamento sempre più pratico ai fini dell'uso; dalla revisione, quando non è addirittura il lavoro stesso, della catalogazione, alla continua vigilanza sulla gestione amministrativa; dal carteggio con studiosi specialmente stranieri, frequentissimo in certe Biblioteche, alle quotidiane consultazioni verbali per informazioni, consigli, notizie, da parte dei frequentatori, alternantisi continuamente in una gamma che va dal curioso semianalfabeta in cerca di «un bel libro da leggere» al professore universitario che «non sa comprendere» perchè al catalogo non figuri ancora la quarta edizione d'un testo straniero annunziata un mese prima. E la responsabilità della conservazione materiale del patrimonio prezioso che gli è stato affidato per esser trasmesso integro ai successori e che egli, per quanto faccia, non può garantire neppure a se stesso che non abbia subito d...

Il Bibliotecario, 2. parte

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Tuttavia, una delle doti più tipiche del bibliotecario è, o dovrebbe essere, la modestia. L'immensità dell'apparato di scienza da cui egli si vede circondato sviluppa generalmente in lui questa dote ricordandogli in ogni momento, meglio che a chiunque altro, quanto sia grande il vuoto del proprio sapere: cioè, come confessava Socrate, quanto sia grande la propria ignoranza. Chi non ambisce alla superiorità che questa cosciente modestia può conferirgli non ha l'animo di bibliotecario. Sia detto ciò con buona pace di qualche giovane bibliotecario che appena entrato in biblioteca s'atteggia a piccolo «grand'uomo» quasi che il semplice contatto con l'ambiente libresco bastasse a infondergli il sapere che non ha; e ostenta arie di sufficienza per certe inevitabili applicazioni iniziali proprie del mestiere che ha scelto. Non è più possibile, oggi, che un bibliotecario legga, come faceva Magliabechi, tutti i libri che acquista: ma tra questo e il far passare un libro ...

Il bibliotecario, 1. parte

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Cominciamo da oggi a trattare il tema di chi è il bibliotecario e partiamo da uno scritto di Luigi De Gregori (nella foto, Roma 2 maggio 1874 - Roma 4 ottobre 1947), uno fra i massimi bibliotecari italiani, sulla figura del del bibliotecario tratto dalla "Rivista delle Biblioteche", 1 n.1 (marzo 1947), pp. 3-13. L'articolo sarà pubblicato a puntate... Buona Lettura Il bibliotecario, 1. parte " Chi concepisce ancora la figura del bibliotecario secondo l'abusato cliché d'un occhialuto vecchio in papalina assorto da mattina a sera nella cura della conservazione e dell'incremento della sua Biblioteca, costui non conosce neppure di vista una biblioteca moderna, la sua funzione, i suoi bisogni, i suoi fini. Conservazione e incremento sono sì, anche oggi, alla base delle attività d'ogni bibliotecario, ed ancora lo ricollega a quei pittoreschi predecessori lo spirito di dedizione che, nell'esercizio dei due compiti, lo fa rinunziare ad attività più att...

L'Associazione italiana biblioteche contro il prestito a pagamento

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La Commissione Nazionale Biblioteche Pubbliche dell'Associazione Italiana Biblioteche intende portare all'attenzione di EBLIDA le ricadute negative dell'applicazione della direttiva 92/100/CE sulle biblioteche di pubblica lettura in Italia e in Europa. L'Italia, al pari di numerosi altri paesi europei, è stata condannata per aver escluso dalla remunerazione i prestiti effettuati nelle biblioteche pubbliche. A seguito della condanna, il Governo italiano ha modificato la normativa nazionale vigente introducendo il principio della remunerazione degli aventi diritto per i prestiti compiuti nelle biblioteche dello Stato e degli Enti Locali, istituendo un fondo nazionale di 3 milioni di euro. Il fondo è alimentato per l'80 % dallo Stato e per il 20 % dalle Regioni. In particolare, la nuova normativa prevede la remunerazione per i prestiti effettuati nelle biblioteche di pubblica lettura, che in precedenza era esclusa. La Commissione Nazionale ...

L'AIB per la tutela, lo sviluppo e il riconoscimento della professione di bibliotecario in Italia

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L'AIB per la tutela, lo sviluppo e il riconoscimento della professione di bibliotecario in Italia Ad alcuni mesi di distanza dal 53. Congresso dell'Associazione Italiana Biblioteche (Le politiche delle biblioteche in Italia: la professione – Roma, 18-20 ottobre 2006) il Comitato Esecutivo Nazionale intende ribadire con forza l'impegno dell'associazione per la valorizzazione della professione di bibliotecario e la tutela dei suoi valori fondamentali messi in discussione soprattutto dalla precarizzazione del lavoro. Nella riunione del 12-13 gennaio 2007, il CEN ha deliberato la fusione del "Gruppo lavoro discontinuo" e dell'"Osservatorio Lavoro", accogliendo una proposta nata dai gruppi stessi. Il nuovo organismo associativo si chiamerà "Osservatorio lavoro e professione" e conferma gli obiettivi del precedente "Osservatorio lavoro" (tutela e sviluppo della professione, assistenza ai soci, approfondimento di tematiche spe...